Perseguire la parità di genere, per uno Stato e i suoi cittadini, non solo è giusto, ma potrebbe convenire economicamente.

Un nuovo studio della multinazionale della consulenza McKinsey infatti ha preso in esame 15 indicatori in 95 Paesi che ospitano il 93% della popolazione femminile mondiale e generano il 97% del Pil globale: “Si tratta probabilmente del tentativo più completo di mappare le disuguaglianze di genere nel mondo e quantificare il potenziale economico che deriverebbe dal loro superamento — ha detto Jonathan Woetzel, direttore di McKinsey Global Institute, che ha guidato la ricerca — Questo rapporto mostra quanto l’economia globale potrebbe guadagnare accelerando lo slancio verso la parità“.

Se tutti i Paesi del mondo adottassero in buona parte la politica sulla parità di genere, il beneficio che si otterrebbe nel mondo al 2025 ammonterebbe a 12mila miliardi di dollari di aumento del Pil, vale a dire come il Pil attuale di Giappone, Germania e UK messi insieme.

Se poi i Paesi si spingessero ancora più in là, facendo arrivare al 100 per 100, e quindi alla perfezione, il trattamento dei generi diversi, il maggior apporto di Pil salirebbe a 28mila miliardi di dollari, come Cina e USA insieme, per una crescita aggiuntiva del Pil mondiale del 26%.

Ridurre i divari tra uomini e donne, quindi, porterebbe ricchezza sia ai Paesi meno sviluppati su questo fronte, sia quelli più avanzati: se, per esempio, l’Europa seguisse l’esempio della Spagna, il Paese con il miglior risultato di incremento dell’occupazione femminile, potrebbe avere in dieci anni un aumento del Pil del 9% superiore a quello che avrebbe non facendo nulla.